AI Adoption nelle PMI del Triveneto: al via l'indagine sullo stato reale dell'intelligenza artificiale in azienda
L’intelligenza artificiale è entrata nelle imprese italiane senza attraversare i canali abituali dell’innovazione tecnologica. Non è arrivata attraverso un progetto approvato, un budget dedicato o un piano di adozione condiviso. È entrata dalle persone: un collaboratore che utilizza un assistente generativo per preparare un documento, un ufficio che sperimenta uno strumento per sintetizzare informazioni, un responsabile che scopre un metodo più rapido per svolgere un’attività ricorrente.
Questa modalità di diffusione produce una conseguenza precisa. All’interno della stessa organizzazione convivono livelli di utilizzo profondamente diversi: chi ha costruito un metodo personale e ottiene risultati concreti, chi si è fermato dopo un primo tentativo deludente, chi non ha mai provato. Gli strumenti vengono scelti individualmente, spesso con account personali, senza criteri condivisi su quali informazioni possano essere inserite e quali no. Raramente esistono regole scritte, e ancora più raramente qualcuno ha una visione complessiva di ciò che sta accadendo.
Il risultato è che l’intelligenza artificiale è ormai parte del lavoro quotidiano di molte aziende, ma pochi sanno con precisione in che forma. Se ne parla molto, si leggono analisi e previsioni, si discute di trasformazione e di opportunità. Quello che manca è il dato: cosa succede realmente dentro un’azienda, quali strumenti vengono utilizzati, su quali attività producono un beneficio misurabile e dove invece le persone incontrano difficoltà.

Perché abbiamo avviato questa indagine
Questa mancanza è particolarmente evidente nel nostro territorio. Il Triveneto è composto in larga parte da imprese medio-piccole, specializzate, con strutture organizzative snelle e processi costruiti nel tempo attorno a competenze specifiche. È un contesto produttivo con caratteristiche proprie, e come l’intelligenza artificiale stia entrando in questo tessuto non è mai stato osservato in modo sistematico.
Da qui nasce l’indagine che avviamo oggi. Ha un duplice obiettivo, che dichiariamo apertamente. Da un lato restituire un quadro utile: alle aziende che partecipano, sulla propria organizzazione, e al territorio, in forma aggregata. Dall’altro comprendere meglio l’ecosistema in cui lavoriamo, perché conoscere lo stato reale dell’adozione dell’AI nelle imprese con cui ci confrontiamo ogni giorno rende più preciso il nostro lavoro.

Chi promuove l’indagine e cosa misura
L’indagine è promossa da BOOONSAI, società di consulenza sull’intelligenza artificiale con sede a Padova, con il supporto e la supervisione dell’Avvocato Andrea Rinaldo, docente all’Università di Padova.
La rilevazione osserva sei dimensioni dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dei team aziendali:
- Diffusione, quante persone utilizzano strumenti di AI e con quale frequenza
- Strumenti in uso, quali piattaforme sono effettivamente adottate e con quale tipo di account
- Casi d’uso, su quali attività l’intelligenza artificiale viene applicata nel lavoro quotidiano
- Risultati, dove l’utilizzo produce un beneficio riconosciuto e dove invece l’esito è considerato insoddisfacente
- Difficoltà, dove le persone incontrano ostacoli, cosa provano a fare senza riuscirci, dove impiegano più tempo del necessario
- Regole interne, se esistono criteri condivisi sull’utilizzo degli strumenti e sui dati che possono esservi inseriti
Dal punto di vista metodologico, la rilevazione avviene attraverso un questionario strutturato somministrato a team aziendali. Le risposte vengono elaborate a livello di singola organizzazione e successivamente aggregate nel campione complessivo.

A chi è rivolta
L’indagine riguarda le piccole e medie imprese del Triveneto, secondo la definizione europea che individua questa categoria nelle organizzazioni sotto i 250 dipendenti.
Non vi sono restrizioni settoriali. La condizione riguarda invece la natura del lavoro osservato: la rilevazione si concentra su team di knowledge worker, ovvero gruppi di persone la cui attività quotidiana si svolge prevalentemente su documenti, dati, contenuti e relazioni. È in questi contesti che l’intelligenza artificiale generativa produce gli effetti più rilevanti, ed è dove ha senso misurarne la diffusione.
Non è richiesto che l’intelligenza artificiale sia già in uso. Anche l’assenza di adozione costituisce un dato rilevante per l’indagine, e comprendere perché in alcune organizzazioni questi strumenti non siano entrati è parte di ciò che vogliamo osservare.
Il referente che aderisce per conto dell’azienda deve avere mandato sul team coinvolto nella rilevazione.

Come partecipare
La partecipazione avviene attraverso l’AI Assessment, lo strumento con cui l’indagine raccoglie i dati presso le aziende del campione.
Obiettivi e tempi
L’indagine punta a coinvolgere 60 aziende del territorio. La raccolta dei dati proseguirà fino al raggiungimento di questo obiettivo, con pubblicazione dei risultati prevista indicativamente verso giugno 2027.
Come trattiamo i dati
I collaboratori compilano il questionario in forma anonima. Non vengono raccolti nomi e nessuna risposta individuale viene condivisa con l’azienda: le organizzazioni ricevono esclusivamente dati aggregati relativi al proprio team.
Allo stesso modo, i dati che confluiscono nell’indagine sono aggregati e i nomi delle aziende partecipanti non compaiono nel report finale.
Una precisazione che riteniamo necessaria: il questionario non valuta le persone. Non misura competenze individuali né produce classifiche interne. Fotografa uno stato collettivo in un momento preciso, ed è questa la sua unica finalità.
Per informazioni
Per qualsiasi domanda sull’indagine, sul metodo o sulle modalità di partecipazione è possibile scrivere a info@booons.ai.